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COMUNICATO STAMPA: TUTTO PRONTO PER "FOTO GALLERY" MOSTRA FOTOGRAFICA A SAN


COMUNICATO STAMPA: TUTTO PRONTO PER "FOTO GALLERY" MOSTRA FOTOGRAFICA A SAN
MARZANO (TA)

Fervono i preparativi per l''allestimento di "FOTO GALLERY" mostra
fotografica storica su San Marzano (Ta). La mostra aprirà i battenti il
prossimo 12 Gennaio e terminerà il 15 Febbraio 2010. Dopo il grande successo
della mostra "LE RADICI" durato tre mesi, lo staff della Galleria ha pensato
bene ri replicare presso "MEDITERRANEO BAR" La location è molto particolare,
adatta proprio a questo tipo di mostra
storica, non è un caso che sono stati scelti i locali del Mediterraneo in
Piazza Madonna delle Grazie 22, nel centro di San Marzano. Saranno esposte al
pubblico le foto più belle e inedite del nostro amato paese (dalla fine
dell'ottocento agli inizi novecento). La mostra rientra nel programma
itinerante "A SPASSO CON L'ARTE" l'idea consite nel portare a spasso foto e
opere d'arte nei locali cittadini, chi ha un locale (bar, pizzeria, ristorante,
biblioteca, salone) può fare richiesta per ospitarla. La geniale idea è stata
creata dallo staff della Galleria di San Marzano del Signor Mimmo Ghetta
(Corniciaio ed Esperto d'Arte), che intende creare un percorso di mostre
espositive nella nostra Comunità e dintorni. La mostra non è a scopo di lucro,
mira solo a valorizzare l'Arte e il turismo a San Marzano.
Il Mediterraneo in Piazza Madonna delle Grazie 22, vi attende numerosi dal 12
Gennaio al 15
Febbraio.


Distinti saluti dallo staff della Galleria San Marzano

 

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Da Amministratore, Venerdì, 08 Gennaio 2010 08:36 Commenti(0), Leggi tutto
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“In… canto di Natale” di scena al Santuario…

 

L’evento organizzato dalla Pro Loco Marciana si svolgerà martedì 5 gennaio 

Un grande evento di musica avvolto dal caloroso clima natalizio con la cornice dello splendido scenario del Santuario Madonna delle grazie. Questi sono i validi presupposti per assistere ad unica ed emozionante serata all’insegna di “In Canto di Natale”. Il concerto promosso dalla Pro Loco Marciana con la collaborazione del Santuario Madonna delle Grazie si svolgerà il prossimo 5 gennaio con inizio alle ore 19.00 all’interno della suggestiva cripta del Santuario . I protagonisti dell’evento saranno  la pianista Patrizia Semiriramide Giannotte che accompagnerà gli esperti e noti Aldo Gallone (tenore) e Ida Pagliarulo (Soprano). In… Canto di Natale è un concerto di musica lirica che proporrà noti ed emozionati brani dei più illustri compositori. Dall’Ave Maria di Shubert a Non ti Scordar di me di De Curtis, ma tanti altri brani impreziositi dalle splendide voci di Aldo Gallone e Ida Pagliarulo accompagnate dalla bravura di Patrizia Semiramide Giannotte al pianoforte. Una notorietà quella dei tre protagonisti conquista con i validi riconoscimenti ottenuti nel corso della propria carriera. Il Tenore Aldo Gallone dopo essersi diplomato presso l’Istituto Paisiello di Taranto e dopo aver acquisito insegnamenti in accademie rinomate si è fatto conoscere anche all’estero esibendosi in Giappone, Stati Uniti, Canada , Germania, e Croazia. Ha registrato per Rai e Mediaset e con la pianista Pina Volpre Ha inciso in prima registrazione assoluta due cd live comprendenti brani del compositore Nicola Faenza. Ida Pagliarulo soprano e violinista dopo essersi diplomata presso l’Istituto Paisiello di Taranto, ha subito intrapreso un’intensa attività concertistica e attualmente è impegnata in diverse tournèe. La pianista Patrizia Semiramide Giannotte dopo essersi diplomata presso l’istituto Piccinni vince numerosi concorsi nazionali partecipando al Festival dei pianisti Italiani in Usa nel 1988 e ad altre importanti eventi come in occasione della manifestazione dedicata alle donne ideata da Pippo Baudo e svoltasi a Montecatini Terme nel 2000. Attualmente è titolare di cattedra presso il conservatorio “Rota” di Monopoli.       “In … canto di Natale” chiude la rassegna natalizia promossa dalla Pro Loco Marciana di San Marzano presieduta dalla brillante  e instancabile Jenny Sapio. Senza ombra di dubbio ci sono tutti gli ingredienti per assistere ad un importante e imperdibile appuntamento. 

Cataldo Capuzzimati 

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Da Amministratore, Giovedì, 31 Dicembre 2009 09:44 Commenti(0), Leggi tutto
Attualità
A dieci anni dalla scomparsa del prof. Carmine De Padova tra ricordi e aneddoti.

 

Kateja thome memes se me ke thene hunje (debbo dirlo alla mamma che mi hai dato botte).

  Con questa espressione , il piccolo “arberesh”, trapiantato a Taranto dalla nascita, reagì alla punizione corporale che ,come usava allora, gli aveva inflitto la Maestra.  La quale,allarmata ,

convocò  i famigliari per sapere che strano linguaggio l’alunno parlasse. Era  il 1937 e quel bambino era mio fratello. Mia Mamma andò al colloquio chiarificatore ; spiegò alla Maestra che la nostra famiglia veniva da San Marzano, paese di lontane origini albanesi, e che  probabilmente il bambino  “ si era confuso”.  Non seppe ,invece, spiegare che il bambino aveva parlato la lingua del cuore, quella che egli aveva succhiato dal seno di lei, insieme al latte. Quell’episodio ebbe il solo effetto di accrescere la di lei convinzione che noi figli dovevamo parlare solo italiano per vincere la vergogna di essere “ arberesh”. Per la mia famiglia quello era il modo di vivere la nostra diversità . La mia famiglia non costituiva una eccezione, né il suo modo di vivere la diversità dipendeva dall’essersi essa trasferita a Taranto. A San Marzano questo atteggiamento era molto diffuso e lo è ancora oggi,sia pure in misura attenuata. Cosi come lo è ,ma in misura decisamente minore, in tutte le analoghe comunità , diffuse nel Centro-Sud d’Italia.

Invece in altro ed opposto modo  concepiva e viveva la stessa diversità il Maestro  Giovanni De Padova, padre di  Carmine. Ed egli,”don Giovanni” , come lo chiamavamo in paese, lo ha trasmesso al figlio. Il quale gli ha dedicato il suo libro “Dy Miqte “ (I due amici)  con queste significative parole :“A mia madre e a mio padre che mi insegnarono l’amore per la lingua albanese e mi inculcarono nell’animo l’orgoglio di essere arbreshe. Sottolineo:“o r g o g l i o”   non  “ v e  r g o g n a “   E tutta la sua vita professionale ne è stata una continua e puntuale conferma.

Recentemente ho avuto occasione di esprimere un modesto giudizio sul “prof. Menino”,come lo si è sempre ed affettuosamente chiamato in paese ; il quale mi ha onorato della sua amicizia.

Premetto che essa è sorta e cresciuta per comunanza di intenti,ma a distanza; con non molte occasioni di incontro. Io non vivevo a  San Marzano . Ma credo di poter affermare che lo conoscevo bene e certamente lo ho sempre stimato e ammirato. Perciò, in questa occasione, ripeto che egli è stato un vero arberesh ; uno studioso che ha dedicato una vita al suo paese tanto amato. E’stato un uomo di multiforme ingegno : studi di glottologia, di lingua arberesh, di musica e di danza; esperienza di recitazione teatrale e cinematografica; audaci esperimenti di volo e di paracadutismo; non so che altro. Ed anche un po’ mattacchione. Basti pensare al

suo libro “Dy Miqte” ( I due amici ). Libro brioso e scanzonato, che gli ha procurato qualche problema a suo tempo. Uno spaccato di vita vissuta, bozzetti di una spontaneità ed ingenuità ammirevoli. Ma il suo capolavoro resta il lavoro svolto per lunghi anni , fra mille difficoltà e incomprensioni ; osteggiato dalle Istituzioni e non solo. Egli ha aperto la sua casa  a ragazzi e adulti che avevano voglia di seguirlo nel suo credo : l’insegnamento dell’arberesh scritto e parlato . E su questo argomento nessuno può esprimere un giudizio più compiuto,più preciso, più entusiasmante di quello che si ricava dal servizio realizzato nel 1978 da Rai-3 , della durata di ben sessanta minuti ,con il commento del famoso glottologo Prof. Tullio De Mauro. Servizio in parte riproposto ed arricchito nel 2007 con un brillante film-documentario del regista Marco Bertozzi : “Il senso degli altri”.

Documentario che è stato proiettato in questa occasione.

E non dimentichiamo che al tempo del prof. Menino non vigeva ancora la “ Legge 482/1999 di tutela delle minoranze… “.; né tanto meno la analoga Legge Regionale 6 / 2004. Leggi che, se utilizzate correttamente, consentono la realizzazione di tante iniziative,anche di gran rilievo. Sappiamo anche che, purtroppo, a volte c’è chi ci campa; ma questo è un altro discorso , che non ci interessa.

Però ,come dice una persona a me cara che lo ha ben conosciuto,non si può sfuggire alle domande con le quali ,da morto più che da vivo, il caro Menino De Padova interroga le nostre coscienze . Domande che io interpreto a mio modo :

  • Perché le tante famiglie ,come la mia, hanno vissuto e continuano ancora oggi a vivere la nostra diversità con vergogna ?
  • Perché a San Marzano più che negli altri paesi “arbereshe” questo intimo contrasto fra il “senso della vergogna” e “l’affermazione dell’orgoglio” è più stridente ?
  • Insomma, perché le Istituzioni municipali e scolastiche non hanno creato sufficiente interesse di conoscenza e dibattito intorno a questi temi ?

Un ultimo  allarme lo ha lanciato lo stesso prof. Carmine De Padova ,mentre si incamminava per l’estrema dimora, a conclusione del suo intervento in occasione del Seminario di studi per la didattica, svoltosi a San Marzano l’ 8 maggio 1999 su  ““Le Comunità italo-albanesi fra microstoria e arbereshe : il caso di San Marzano”” . Allorquando, senza mezzi termini , fra l’altro, ha detto : “…Il prof. Gallo, Arbreshe verace,aveva anni addietro presagito la fine della nostra lingua, componendo una triste poesia dal titolo  ‘’’ Gjha jona jet e vdese ‘’’(la nostra lingua sta morendo). Ed è vero. Peccato !!! E’ un patrimonio culturale immenso che scompare. Vari e,purtroppo vani , sono stati i tentativi di far rivivere la nostra cultura da parte delle autorità locali. Mentre asserivano di volersi impegnare per tutelare l’identità arbreshe attraverso lo studio della lingua albanese nelle scuole di SanMarzano, non si è fatto altro che politica partitica ,subdola ed ingannevole. E tutti gli impegni assunti in convegni ,seminari, conferenze,annualmente e costantemente non sono stati mai mantenuti…””

Il prof. Menino parlava , grazie alla sua vasta , nota ed apprezzata esperienza, con cognizione di causa. Ma anche io, non addetto ai lavori,  modesto lettore che fa tesoro degli studi altrui sulla cultura arberesh ;  io che  giro fra i tanti paesi arbreshe ( 51,per l’esattezza) mi dolgo per la poca attenzione al recupero della cultura arberesh da parte delle Autorità municipali e scolastiche del mio paese. Disattenzione che viene da lontano e non v’è alcun cenno di risveglio, malgrado sia vigente da  dieci anni la citata “ Legge sulla tutela delle minorane… 482 / 1999 “. Eppure basterebbe una visita, anche breve ,a qualcuno dei paesi arbereshe per rendersene conto. Ne cito solo alcuni,per esempio : Piana degli Albanesi, Civita, Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio Corone, Lungro, Chieuti, ecc.

Voglio,però, concludere questo modesto intervento con l’augurio che veramente la speranza possa essere l’ultima a morire. 
 
 

12  dicembre  2009   -                                       De Padova   Cosimo arberesh di San Marzano . 

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Da Amministratore, Lunedì, 28 Dicembre 2009 08:30 Commenti(0), Leggi tutto
Attualità
San Marzano Ricorda, un evento ricco di emozioni

Grande partecipazione e successo ha riscosso l’iniziativa promossa dalla Pro Loco Marciana e Katundy nëZembra 
 

Emozione, Passione, commozione, l’amore per le proprie origine sono questi sentimenti che hanno caratterizzato l’evento “San Marzano Ricorda a dieci anni dalla scomparsa del prof. Carmine De Padova” svoltosi lo scorso 12 dicembre e promosso da Pro Loco Marciana ,Katundy në Zembra con il patrocinio dell’amministrazione comunale di San Marzano e la collaborazione dell’Istituto Comprensivo Casalini,Cantina Sociale San Marzano e Tiltoys. Un evento arricchito dalla presenza di due figli del prof. De Padova Giovanni e Checco i quali visibilmente emozionati hanno partecipato con passione a tutto lo svolgimento della manifestazione.

Il programma si è aperto con la messa in suffragio svoltasi alle ore 9,00 presso la chiesa matrice San Carlo Borromeo, ed è stata celebrata per l’occasione da Mons. Angelo Massafra vescovo di Scutari (Albania ) allievo del prof. Carmine De Padova.

A seguito della celebrazione, numerosi bambini e tanti cittadini si sono recati al campo sportivo comunale dove si è svolta una lezione teorica ed esibizione di aereomodellismo a cura di Enrico De Padova (nipote di Carmine De Padova) e Arcangelo Marzulli (Tiltoys).

Nonostante le minacce di un nuvolone il tempo ha retto e i tanti bambini che hanno affollato la tribuna del comunale si sono divertiti anche cantando logicamente in arbëreshe.

Altrettanto entusiasmante ma molto più emozionate si è rivelato il secondo momento della manifestazione svoltosi nel pomeriggio presso il Centro Polifunzionale Sociale Giovanni Paolo II.

Il programma del pomeriggio si è aperto con la proiezione del bellissimo documentario “il Senso degli altri” a cura del regista Marco Bertozzi, presente per l’occasione, che ha davvero commosso il numeroso pubblico presente con immagini e video storici del prof. Carmine De Padova .

A seguito della proiezione del film, la presidente della pro loco marciana Jenny Sapio visibilmente entusiasta ed emozionata, è intervenuta salutando e ringraziando i presenti rimarcando l’azione dell’associazione volta al fine di salvaguardare le proprie origini, l’identità arbëreshe e la cultura.

Emozionato anche il primo cittadino prof. Giuseppe Borsci che particolarmente soddisfatto dello svolgimento della manifestazione, si è dimostrato e ha garantito massima disponibilità per la promozioni di altrettanti eventi culturali per la tutela dell’arbëreshe, inoltre ha espresso la volontà di intitolare la biblioteca comunale, in realizzazione, al prof. Carmine De Padova. In tal senso è intervenuta anche l’assessore alla cultura Lucia Vecchio.

Soddisfazione è stata espressa dal Vescovo di Scutari Mons. Angelo Massafra allievo del prof. Carmine De Padova contento aver riabbracciato San Marzano in un giorno importante nel ricordo di una persona che tanto si è impegnata per la propria comunità.

Commuovente, emozionate e prezioso lì intervento del dott. Biagio Monopoli, già delegato alla cultura e profondo conoscitore della storia sanmarzanese. Il dott. Monopoli visibilmente emozionato ha rimarcato l’azione fondamentale e indimenticabile del prof. De Padova al fine di salvaguardare la lingua arbëreshe. In tal senso ha invitato , in particolar modo gli anziani, a non perdersi d’animo e tramandare ai propri nipoti la “nostra storia”.  Dopo il dott. Monopoli è intervenuta la dott.ssa Tina Delli Santi, dipendente sportello linguistico regionale Basilicata.

<< Nel mio lavoro- ha affermato la Delli Santi- quando incontro alcuni ostacoli, riesco agevolmente a superali, Carmine De Padova mi è vicino, lo sento vicino e ogni giorno mi aiuta a rendere sempre più forte la volontà di salvare la lingua arbëreshe>>.

Determinato, incisivo si è  rivelato l’appello del prof. Giuseppe Gallo. <>.

A rimarcare il fondamentale operato per la salvaguardia della cultura e lingua arbëreshe anche Cosimo De Padova “arbëresh di San Marzano”. Anch’egli a lanciato un appello ai presenti e alle istituzioni, che attualmente in virtù delle leggi promulgate a favore delle minoranze linguistiche possono e devono fare di più.

Simpatico ed emozionate l’intervento di Saverio Pagliara alunno con cui il Prof. De Padova si divertiva e aveva piacere nel parlare arbëreshe.

Un’altra promessa nel corso della manifestazione è stata fatta dal dirigente scolastico dell’Istituto Casalini che intitolerà il gruppo folk della scuola al prof. Carmine De Padova.

Prima dei ringraziamenti il presidente della Pro Loco Marciana Jenny Sapio ha letto una lettera a menino De Padova scritta da un anonimo .  Una lettera ricca di ricordi e affermazioni che hanno davvero commosso l’intero pubblico presente. << Caro Menino almeno tu , - ha concluso l’anonimo nella lettera- ancora come nostro buon padre di famiglia, facci mettere giudizio affinché non si perda mai più niente di tutto che siamo e di tutto quello che, specie a te, ancora abbiamo.>>

Gli ultimi interventi sono stati quelli dei figli Giovanni e Checco che hanno ringraziato gli organizzatori per la stupenda giornata in memoria del proprio padre. Tali iniziative si riveleranno importanti per la tutela della nostra cultura.

La manifestazione si è  conclusa con il concerto dei  Katundy Ne Zembra e i mabini del Casalini che hanno intonato alcune canzoni arbereshe.

In conclusione Jenny Sapio ha manifestato la propria soddisfazione per la riuscita della manifestazione: <>

“San Marzano ricorda” senza dubbio ha arricchito il patrimonio culturale dell’intera comunità sanmarzanese, e con analoghe manifestazione in direzione della tutela della nostra storia si potranno raggiungere traguardi prestigiosi. 

Cataldo Capuzzimati

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Da Amministratore, Lunedì, 28 Dicembre 2009 07:56 Commenti(0), Leggi tutto
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San Marzano Ricorda

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Da Amministratore, Mercoledì, 09 Dicembre 2009 15:08 Commenti(0), Leggi tutto
 
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