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Autore Topic: APPELLO A CHI AMA VERAMENTE SAN MARZANO.  (Letto 1316 volte)
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« il: Ottobre 12, 2009, 10:16:18 am »

Pubblichiamo questo appello giunto in redazione da alcuni ragazzi del nostro paese per aprire una discussione costruttiva attraverso la quale possiamo approfondiamo le nostre radici.

Com'è possibile che San Marzano è il comune Arbereshe più grande in Italia
e la propria storia viene sovrastata e calpestata da altri paesi o da altri
personaggi?? ci spieghiamo meglio!! da un paio di anni stà succedendo qulcosa
di starno nel nostro paese. Sia convegni oppure mostre sugli Arbereshe
a Carosino o altri paesi e a San Marzano viene rilegato quasi un ruolo di
minoranza, si dice che Carosino è uno dei paesi più importanti degli Arbereshe....ma
dove?? e quando mai?? non dicendo la verità che San Marzano è comune capofila,
oppure paesi come Montejasi, Roccaforzata, Faggiano, Monteparano, San Giorgio,
questi
paesi dicono loro di essere anche Arbereshe...è vero ma li gli Arbereshe
sono stati
solo per qualche breve periodo e di passaggio pure...da noi sono stati secoli
e secoli,
addirittura la novità assoluta che Fragagnano dice di essere anche Arbereshe....ma
dove?? ma quando?? a Fragagnano pare sono stati solo i Dell'Antoglietta che
erano forse una famiglia Corfiota.
Quindi da un paio di anni sembra che San Marzano non conti più niente nella
sua storia Arbereshe e altri paesi stanno cercando di impadronirsi del nostro
passato, delle nostre Culture e della nostra affascinante storia.
Facciamo attenzione quando a San Marzano arrivano personaggi che non sono
del nostro paese, perchè loro stanno raccontando una storia Arbereshe non
vera e stanno mettendo a primo posto altri paesi e non San Marzano.
Attenzione davvero....iniziamo a fare storia noi di San Marzano che siamo
nati a San Marzano e cerchiamo di ribadire a tutti i forestieri che San Marzano
è il Comune Arbereshe più grande in Italia essendo l'Antica Capitale dell'Arberia
Jonica Salentina....da noi sono cresciuti tutti gli avi dei Castriota Skandemberg,
come Demetrio Capuzzimati, Elena Castriota, fino alla fine dell'800, quindi
massimo rispetto per la storia di San Marzano perche nessuno deve tentare
di far passare avanti paesi come Carosino, San Giorgio, Montejasi, Roccaforzata
o Fragagnano.  Bravo Leonardo Belvedere che organiozza Benvenuti Arbereshe,
che ha capito
che la propria storia la devono fare chi è di San Marzano e chi ama la propria
terra, senza avvicinarsi a chi vuol tentare di confondere le acque.
Benvengano ragazzi e giovani che fanno storia e cultura nel paese, come i
ragazzi del mensile il Castriota, oppure i ragazzi del Katundo.it, i siti
internet marcellocaforio.it, grangaladellapittura.it e il nuovo sito Katundi
e madhe.
Facciamo un esempio, provate ad andare in paesi come Ostuni o Martina Franca,
li la storia la
fanno raccontare solo ed esclusivamente a gente che è nata li perchè sono
molto gelosi delle proprie origini, da noi invece consentiamo ad altri di
venire a raccontare
la nostra storia a casa nostra, non essendo del nostro paese e non sapendo
parlare una parola Arbereshe....mm'a....!!!
Oppure si dice che il nuovo Palazzo della Cultura è stato affidato a gente
e associazioni
di San Giorgio Jonico per un paio di anni....cose strane....davvero cose
strane.
Ma chi deve fare l'interessi del paese dov'è??
Quindi la strada da intraprende è quella che la nostra storia deve essere
fatta da noi, dai Sammarzanesi veraci, volendo anche dai forestieri ma l'importante
che
si racconti il vero e si ammetta una volta per tutte che San Marzano è il
centro più importante dell'Arberia con quasi 10.000 abitanti.
Ci permettiamo di usare una frase del grande Prof. Carmine De Padova il quale
diceva che i Sammarzanesi devono fare la storia di San Marzano e non gente
da fuori, il professore De Padova era molto geloso della cultura Arbereshe
e della propria terra.
Questo non vuole essere un attacco contro nessuno in particolare, è solo
una
constatazione di quello che stà succedendo negli ultimi anni nel nostro paese,
troppi sono
i personaggi non di San Marzano che si stanno avvicinando alla nostra storia
Arbereshe...ma perchè?? rivolgiamo un appello a tutta San Marzano difendiamo
con forza e lealtà la nostra storia perchè ultimamente si ha la sensazione
che qualcuno stà tentando di confondere le idee e la nostra storia.
Massimo rispetto a chi svolge ricerche sugli Arbereshe ma basti si metta
San Marzano al primo posto.
Sarebbe cosa giusta da oggi in poi invitare a manifestazioni e convegni chi
veramente si occupa di tradizioni e folklore, come i Katundy ne Zembra, Katundi
Jone, Leonardo Belvedere, Pino De Padova (furcina) e altri personaggi del
paese, questi sono gli unici rimasti della vera cultura Arbereshe nel nostro
paese e bisogna chiedere prima a loro se è possibile raccontare la storia
del paese.
Forza San Marzano e forza Katundo.

Ragazzi del nostro Katundo (anonimi)
« Ultima modifica: Ottobre 12, 2009, 03:57:30 pm da Amministratore » Loggato

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« Risposta #1 il: Ottobre 18, 2009, 02:01:28 am »

Salve a tutti, ho aspettato qualche giorno prima di partecipare alla discussione dell’appello fatto alla redazione di questo sito , per poter vedere in quanti sarebbero intervenuti .Di fatti come mi aspettavo : NESSUNO.!!!!   Questo non perché l’argomento non interessa nessuno, ma trattasi di problematica , secondo me , inesistente. Cercherò di essere più chiaro. Chi può mai sovrastare (se così si può dire) o calpestare la storia di San Marzano o addirittura cambiarla per poter mettere in secondo piano il paese?  Penso che sia chiaro a tutti che la storia di San Marzano sia stata già scritta sia da storici in generale che dai sammarzanesi stessi. Troppi libri trattano la storia delle comunità arbereshe presenti in Italia e tanta storia è stata già documentata su San Marzano,impossibile poter cambiare di punto in bianco tutto questo. La mia più grande preoccupazione è quella di sapere quanti (numericamente) sono questi “I ragazzi del katundo”, come si firmano, che hanno espresso alla redazione questo tipo di preoccupazione. Se qualcuno ha intenzione di riscoprire le radici del proprio paese perché queste sono state ormai sepolte dal tempo , non deve essere una preoccupazione del sammarzanese che invece ha mantenuto sempre viva la sua storia e le sue tradizioni in tutte le forme (tranne che per le ultime generazioni che sono forse un po’ distratte dai temi contemporanei, tralasciando qualcosa che solo per ora non è importante, ma poi sono sicuro che torneranno in qualche maniera ad occuparsene) e che oggi il Comune di San Marzano sia il Più grande tra i vari Comuni esistenti è scontato! Se all’epoca Carosino o qualunque altro paese, era un punto strategico per il commercio o altro, forse più o meno importante del San Marzano , quale svantaggio ci potrebbe essere oggi per il katundo?.  Considerate che i criteri di valutazione di importanza di un  paese erano assai diversi . Questi  venivano classificati per importanza a seconda della presenza o meno di  masserie,porcili,macelli . Quanto più prodotti producevano, tanto più erano importanti, tanto più le abitazioni venivano costruite nei loro pressi.  Se qualcuno è intenzionato a portare avanti dei progetti di rivalutazione dei vari paesi che appartenevano storicamente a questa zona geografica “l’arberia salentina” , con convegni ,conferenze o altro, penso che possa essere soltanto qualcosa di positivo.  Se qulcuno verrebbe a San M. ed in conferenza pubblica accennasse a qualcosa di sbagliato ,sicuramente qualcuno gli avrebbe fatto notare l’errore , visto e considerato che nel paese ce ne sono tanti esperti validi della storia passata del paese (anche quelcuno non valido   Pazienza  ).Andando avanti , vorrei puntualizzare che Demetrio  CAPUZZIMATI ed Elena Castriota, non erano gli avi di Scanderberg, ma i successori, in quanto gli arbereshe venuti ad abitare (rifugiarsi) e contribuire alla ricostruzione di San Marzano  sono venuti appunto dopo la morte dello Scanderberg , grazie ai favori resi da  Enrico iv re di Napoli,per aver avuto aiuto dallo Scanderberg per combattere il Principe di Taranto ,Orsini del Balzo. Capuzzimati mi sembra che fosse poco più giovane dello Scanderberg  (a meno che non ci si riferiva al nipote del famoso generale Scarpagrossa).  Andando ancora avanti, leggendo ancora l’appello,  in un punto  si parla di:  “troppi forestieri che vengono a raccontare la storia sbagliata di San Marzano”.  Su questa frase  vorrei solo dire che già da tanti anni  è stato abbattuto il muro di Berlino e oggi si puo’ andare in tutta Europa senza bisogno del passaporto, suggerirei quindi di poter usare un altro termine in un'altra occasione per rimanere al passo con i tempi. Passiamo poi ad analizzare il punto del riferimento delle celebri parole del Prof. De Padova………..  Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere questo illustre signore, ho potuto solo leggere e ascoltare tante cose sul suo conto per dire che era una brava stimata ed amata persona dalla grande maggioranza della gente del paese. Bisognerebbe  però anche conoscere il contesto in cui ha  proferito la frase riportata dai “i ragazzi del katundo”. Certamente non intendeva dire di impedire ai non nativi di San Marzano di svolgere attività culturali nel paese sulla storia cultura o tradizioni del paese stesso. Penso che la cosa più probabile sia quella che la frase non sia stata ascoltata con attenzione e di conseguenza recepita male.  Per ultimo, vorrei che qualcuno dei “i ragazzi del Katundo” rivedessero l’ultima parte dell’appello dove si parla degli unici rimasti della cultura arbereshe, specificatamente quando scrivono: bisogna chiedere prima a loro se si può raccontare la storia del paese. Che cosa significa? Bisogna richiedere un’ autorizzazione?  Qualcuno potrebbe farmi capire meglio?   GRAZIE
RINNOVO L’INVITO DEGLI AMMINISTRATORI DEL SITO A PARTECIPARE ALLA DISCUSSIONE PER CREARE UNA DISCUSSIONE COSTRUTTIVACON LA QUALE POTER APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DELLE PROPRIE RADICI.
« Ultima modifica: Ottobre 18, 2009, 02:06:15 am da Malacarne » Loggato
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« Risposta #2 il: Ottobre 18, 2009, 07:28:41 pm »

Riportiamo la risposta dei ragazzi del katundo giuntaci in redazione.



Cari signori non siamo contro quelle persone che fanno storia nel paese,
non siamo contro chi promuove la cultura Arbereshe, ma se permettete vi vogliamo
fare alcune domande in merito a come viene fatta la cultura a San Marzano
:
1) Vi sembra giusto che quando si organizzano convegni sulla storia Arbereshe
non vengono invitati tutti coloro che praticano davvero la storia e la cultura
Arbereshe nel paese?? come l'anziano maestro Pino DePadova (detto furcina)
oppure i Katundy ne Zembra, Katundi Jone e il Prof. Gallo??
2) Vi sembra giusto che a Carosino si fa una grande mostra sugli Arbereshe
e non si invita tutta la tradizione Arbereshe di San Marzano??
3) Vi sembra giusto che da quando è morto il Prof. Carmine De Padova si stà
mettendo a primo posto la comunità di Carosino?? come comunità Arbereshe
di riferimento e di rilettura della storia Arbereshe??
4) Vi sembra giusto che il personaggio più importante della cultura Arbereshe,
Prof. Carmine De Padova non abbia una via, un monumento, una piazza intestata
a lui?? Personaggio che ha dato tutta la sua vita alla cultura Arbereshe.
5) Vi sembra giusto che il simbolo della cultura nel paese "Palazzo della
Cultura" anzichè donarlo alla comunità Sammarzanese viene dato a gente di
San Giorgio Jonico??
Quindi se non si chiariranno questi punti fondamentali, dobbiamo dire nostro
malgrado che la storia di San Marzano è calpestata e sovrastata da altri
personaggi che non vogliono la crescita culturale della nostra comunità.
Grazie e un abbraccio a tutti e forza San Marzano e una cosa vi diciamo:
SAN MARZANO RIMANE LA PIU' IMPORTANTE COMUNITA' ARBERESHE D'ITALIA, LA CAPITALE
ITALIANA DELL'ARBERIA JONICA SALENTINA, NON DIMENTICATELO MAI.
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« Risposta #3 il: Ottobre 19, 2009, 04:05:07 pm »

Colgo l'invito fatto da Malacarne per inserirmi anche io nell'argomento.
In risposta a quelle che sono state le considerazione poste da Malacarne in merito al discussione presentata dai ragazzi del katundo, mi sento di dire che forse l'appello ha un'altro significato.
A mio modo di vedere, i ragazzi, hanno voluto evidenziare come a San Marzano non c'è amore e passione per la nostra cultura e tradizioni, e paesi come Carosino, pur non avendo una cultura arbresh così ricca come quella del nostro paese, valorizzano all'ennesima potenza le proprie origini.
Basta guardare come il comune di Frascineto ha fatto della cultura Arbresh il suo biglietto da visita. San Marzano sotto quest'aspetto invece ha molti/troppi problemi legati all'amore per le proprie origini. Credo sia un problema culturale. Credo che forse nelle scuole si dovrebbe insegnare ai ragazzi che far parte delle dinastia Albanese non è un offesa, ma una cosa di cui esserne fieri e orgogliosi. Orgoglioso così come lo era il Prof. De Padova.
     
« Ultima modifica: Ottobre 19, 2009, 07:14:42 pm da Amministratore » Loggato

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« Risposta #4 il: Ottobre 20, 2009, 12:21:38 pm »

Rispondo prima all’amministratore:
Io penso che i ragazzi sono solo distratti da interessi adeguati alla loro età. Consideriamo anche il fatto che , il sammarzanese, non deve fare un lavoro di riscoperta; le tradizioni, la lingua, la cultura, sono la normalità quotidiana   che si vive giorno per giorno. A Carosino invece, si fa tanto rumore in quanto loro, per poter riscoprire le cose perdute, devono scavare molto in fondo;  come quando al mercato il fruttivendolo  urla più forte dell’altro perché deve vendere assolutamente la sua frutta altrimenti dalla sua bancarella non passerà nessuno,  ; poi, quando arriviamo a casa ci accorgiamo che ci ha riempito il sacchetto di frutta non tanto buona , senza colore e senza sapore. Per il discorso dell’essere contenti o meno delle proprie origini, non penso che sia un problema dei ragazzi giovani, penso che sia più che altro la fissazione di non molte persone più grandi. Non so dove ho già sentito il discorso ma, sono sicuro che qualche anno fa me ne ha parlato qualcuno e che già allora non avevo condiviso. Per questo sono convinto sempre più che tra “i ragazzi del katundo” ci sia qualcuno che io ho già conosciuto di persona e che magari ha lanciato questo appello per spianarsi la strada per un prossimo evento imminente , evento che potrà essere oggetto di critica da parte di molti. Non sono sicuro al 100% di quello che ho appena detto, ma lasciatemi , per piacere, il dubbio sulla questione. Il tempo è sempre il miglior Giudice, lasciamolo trascorrere ; ce ne darà conto.  Personalmente ancora penso che,   appartenere ad una delle comunità arbereshe è un privilegio; ognuno dovrebbe vantarsene.  Sicuramente avete qualcosa in più di me.  Altra cosa  certa è invece che le scuole, da anni ci lavorano dietro , con tanto e appassionato lavoro. Forse uno degli obiettivi principali è proprio quello di mettere in primo piano il privilegio di appartenere alla storica etnia arbereshe, soprattutto nelle scuole dei più piccoli. Vi dico in oltre che, nelle varie cose organizzate,  si è sempre riscontrato  un grande entusiasmo  , partecipazione con tanta collaborazione sia da parte dei genitori che da parte dei nonni dei piccoli. Nelle varie preparazioni agli eventi, anche solo scolastici, ho constatato di persona che il sammarzanese è contento ed orgoglioso di essere arbereshe. Comunque tanti i docenti che si dedicano a questo tipo lavoro con tutte le forme . Quindi come dicevo prima, penso che il disagio della discendenza , appartiene solo a qualcuno.
Per  “i ragazzi del Katundo”  ho preparato la risposta ai vari punti, ma riuscirò a postarlo in serata
Ciao
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« Risposta #5 il: Ottobre 20, 2009, 12:59:49 pm »

ho fatto in tempo a postarlo ora

Ciao”i ragazzi del katundo”, cercherò di rispondere a tutti i punti. Premetto di tener sempre presente che il mio pensiero non è una regola per nessuno, ed è solo un parere come potrebbe essere quello di un’altra persona, sbagliato, corretta odi parte,e non è intenzionata ad offendere nessuno, solo un buon proposito per confrontarsi , dialogare , riflettere, etc.-
Partiamo dal primo punto: Voi chiedete se è giusto, non invitare a dei convegni sulla storia degli arbereshe, le persone indicate.!  Presumo che si stia parlando comunque di un invito dove poi sia anche previsto un intervento in prima persona.!  Per rispondere , dovremmo  tener conto che si tratta di persone, le cui attività, finalità e competenze sono completamente diverse, anche se legate tra loro  . La domanda e la  risposta quindi, dovrebbe essere fatta singolarmente, at persona. Ad esempio, io preferirei invitare , in un convegno sulla storia degli arbereshe, il  Prof. Gallo  anziché i Katundy ne zembra perchè l’argomento giustificherebbe  più la presenza del primo. Dipende tutto quindi dal tema che si affronta. Sono comunque anche convinto che, per l’innumerevole numero degli esperti della storia degli arbereshe presenti in San Marzano, l’invito viene ridotto a pochi personaggi ,altrimenti non si avrebbe un locale sufficientemente ampio per accogliere tutti. Comunque sia, se queste manifestazioni interessano , avvengono solitamente a porte aperte,quindi, anche se non si è invitati, bisognerebbe andarci .           s.c.
                             
Per il secondo punto , non saprei dare una risposta. Però teniamo presente che la notizia era scritta su tutti i giornali locali e ragionali , per chi non lo avesse fatto ,sarebbe dovuto andare, presentarsi cordialmente agli organizzatori per garantirgli la massima figura di M…. fatta a non invitarvi , e vi sareste garantiti sicuramente un invito ufficiale per la prima, seconda occasione (scusate il gioco di parole).
Una domanda ve la faccio io : Voi alle mostre o manifestazioni culturali li avete invitati qualche volta?
Altra domanda: ma le persone in questione sono consapevoli che in un certo modo avete preso le loro difese, se così si possono chiamare e che qui ne stiamo parlando?
Per il terzo punto, non sono pienamente d’accordo. Forse è una vostra sensazione. Forse perché prima Carosino non lo aveva mai fatto, quindi è l’attenzione che si dedica alla novità dell’occasione. Forse un po’ di rumore in più perché deve scavare più a fondo per ritrovare le cose perdute.
Per il quarto punto sono d’accordissimo con voi. Da quasi tutti ho sentito (per il 99,99%) in San Marzano ho sentito parlare benissimo del Prof. De Padova. Per quella piccola percentuale mancante, per chi ha conosciuto il Prof. De Padova da vicino, sono sicuro che ha inteso a cosa corrisponde. Penso che però gli anni successivi alla sua scomparsa , ci sia stato un grosso cambiamento della società , con grandi nuove necessità e possibilità, quindi anche qui mi piace pensare ad una temporanea distrazione che non coinvolge tutti e spero in un prossimo meritato riconoscimento di questo tipo al Prof..
Per il quinto punto, penso che un bene così importante per la storia e la storia del paese, non sia stata fatta una scelta scellerata, nel senso che , sicuramente per l’assegnazione saranno stati adottati dei validi criteri e penso che saranno state chieste valide garanzie. Penso che anche chi ne ha fatto richiesta ,del bene immobile,  non sia il primo sprovveduto irresponsabile e che sia pienamente cosciente del valore affidatogli .
« Ultima modifica: Ottobre 22, 2009, 09:27:51 am da Malacarne » Loggato
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« Risposta #6 il: Ottobre 21, 2009, 12:39:49 pm »

Riportiamo la risposta dei ragazzi del katundo giuntaci in redazione.I ragazzi del Katundo no polemiche solo dialogo.

Ribadiamo che non intendiamo nemmeno noi fare polemiche con nessuno.
Per fortuna si è acceso un dibattito sulla questione Arbereshe a San Marzano.
L'obiettivo dei ragazzi del Katudo è quello di aprire una discussione seria,
coinvolgendo tutti i ragazzi e personaggi che operano nella cultura e la
storia di San Marzano. Certo è difficile obiettare su chi fa storia nel paese,
è molto difficile
intervenire e prendere la parola ai convegni quando  è stata già stabilita
la scaletta su chi deve prendere la parola. Non è mai successo che in un
convegno è stato coinvolto il semplice cittadino, affinchè dicesse la sua.
Ma non fa niente, evidentemente le cose vanno così e forse non cambieranno
mai. Proponiamo una "scommessa" virtuale, staremo a vedere se un giorno al
prossimo
convegno che si organizzerà a San Marzano si faranno intervenire tutti ma
proprio tutti i Sammarzanesi, Gruppi, Associazioni e personaggi della nostra
tradizione. Ritornando al vecchio discorso, San Marzano a discapito di Carosino
non avrà avuto moltissime masserie o porcili come dite voi, ha avuto semplicemente
frantoi ipogei, chiese rupestri, masseria del principe di Cursi, masseria
rupestre Li Grutti, antica strada della via Appia, casa feudale detta Casa
Rossa, chiese bizantine ormai scomparse, vi pare poco??? Carosino ha queste
cose?? Quindi non siamo contro Carosino ma non confondiamo Carosino come
comune
di rilettura storica Arbereshe o più importante di San Marzano, chiaro??
San Marzano non ha nulla da invidiare, anzi tanto di cappello alla nostra
storia. Abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente il grande Prof.
De Padova
e vi possiamo dire con assoluta franchezza che è stato un grande, peccato
per voi che non l'abbiate conosciuto altrimenti su molti punti eravate daccordo
con noi. Una domanda, ma voi siete nati e vissuti a San Marzano?? perchè
chi è nato e
vissuto a San Marzano ha il forte senso di appartenenza e può capire tante
cose del paese. Concludiamo con due consigli sinceri, amate di più San Marzano
e difendete
la sua storia, guardatevi il film documentario della rai "Quando la Scuola
cambia 1976"
e "Girokastro 1978" ascolate il Prof. Carmine De Padova cosa dice e cosa
fa.
Da ora in poi non intendiamo più scrivere onde evitare ulteriori incomprensioni
inutili.
Un abbraccio dai ragazzi del Katundo.
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« Risposta #7 il: Ottobre 22, 2009, 01:17:49 am »

Aia iaia iaia iaiiiiiiii !!!!!!!!!!!!!!!
Il cerchio dei miei sospetti sull’identità di chi si firma “i ragazzi del katundo”, a questo punto si stringe ancor di più.
A parte questo , è evidente che non hai letto per niente quello che ho scritto io ! Se per caso tu lo avessi fatto , ti consiglio di rileggertelo attentamente, perché  non hai inteso niente di tutto quello che ho detto. Hai l’animo turbato! Chi ha l’animo turbato, non vive bene ne con se stesso e tanto meno con gli altri. Permettimi anche di dirti,  che tu, pur essendo radicalmente del katundo, hai molte lacune sulla storia degli arbereshe e sui poderi del Casale di San Marzano. Consiglio ancora a te, di rivederti  i filmati, ed il documentario del Prof. De Padova con la RAI, perché ho la convinzione che anche qui non hai afferrato il tipo di lavoro fatto e quello che ha voluto comunicare in quei video sia all’Italia che all’Albania di quei tempi        Raccapricciante! hai tirato in ballo nomi di persone che non erano consapevoli e che non condividono i tuoi pensieri  e che non hanno mai chiesto le tue difese, al solo scopo di poter nascondere la tua identità. Hai di proposito messo nella discussione i nomi di persone rispettabili assieme al tuo in modo che anche il tuo di nome venisse preso in considerazione. Ma dalle nostre parti si dice: nò puè miskà 'nsiemi scuerciuli e fai !.  Hai iniziato il vostro ultimo post mandato alla redazione, con queste parole:
I ragazzi del Katundo no polemiche solo dialogo.
Ribadiamo che non intendiamo nemmeno noi fare polemiche con nessuno.
Per fortuna si è acceso un dibattito sulla questione Arbereshe a San Marzano.
L'obiettivo dei ragazzi del Katudo è quello di aprire una discussione seria,
coinvolgendo tutti i ragazzi e personaggi che operano nella cultura e la
storia di San Marzano.


Dopo neanche dieci righe di farneticamenti vari , nonostante quello che io ho scritto a priori nel mio ultimo discorso, hai concluso con queste altreparole:

[Da ora in poi non intendiamo più scrivere onde evitare ulteriori incomprensioniinutili.Un abbraccio dai ragazzi del Katundo.

Se volevate un obbligatorio tacito consenso di tutti gli utenti , vi dico che avete sbagliato sito. Questo è il sito Katundo.it,  il sito di San Marzano di San Giuseppe. Un sito ideologicamente molto democratico, dove ognuno può scrivere , nel pieno rispetto degli altri, il proprio pensiero, chiarire e creare dubbi , col la massima libertà di parola. Arrivati a questo punto mi resta di dire solo questo: vi potete solo firmare con il nik name “i ragazzi del katundo”, ma rappresentate solo voi con i vostri umori e le vostre preoccupazioni, non rappresentate nessun’ altro. I ragazzi del katundo.it , a parte di essere tutti intelligenti svegli e capaci di ragionare con la propria testa, sono ragazzi fieri di appartenere all’antica dinastia albanese, contenti di vivere in armonia con gli altri. Ultima cosa fondamentale: gli iscritti di questo sito, AMANO IL PROPRIO PAESE.
« Ultima modifica: Ottobre 23, 2009, 10:31:23 am da Malacarne » Loggato
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« Risposta #8 il: Ottobre 23, 2009, 12:05:16 pm »

Tolto ogni dubbio al signore di cui sopra,  del perché non viene invitato a conferenze mostre e altro attinente alla storia degli arbereshe,  considerando che , l’allarme lanciato con suo appello non tocca minimamente la comunità sammarzanese ,  messo in chiaro che sia lui bisognevole di  dover approfondire la conoscenza delle proprie radici, svanita anche la possibilità di poter con loro costruire una discussione costruttiva e democratica,  riterrei il Topic chiuso in quanto non utile a nessuno.
La mia stima và agli amministratori del Katundo.it, che danno la possibilità , a tutti indistintamente, di dire la propria,  anche in mancanza dei presupposti fondamentali.  Massimo esempio di democrazia,  e rispetto verso tutti senza discriminazioni e dimostrazione che questo è un sito LIBERO.
 Pazienza
Saluti a tutti
« Ultima modifica: Ottobre 23, 2009, 12:08:28 pm da Malacarne » Loggato
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« Risposta #9 il: Ottobre 24, 2009, 04:35:37 pm »

Riportiamo la risposta dei ragazzi del katundo giuntaci in redazione

Avete detto che ad eventuali prossimi convegni inviterete semmai, il Prof.
Gallo
e non personaggi storici come Giuseppe De Padova (detto fircina) o i Katundy
ne Zembra, perchè evidentemente Pino furcina e i Katundy ne Zembra non sono
adatti ai convegni?? cosa volete dire?? queste parole le avete detto voi
e
ve ne assumerete la responsabilità. Noi non facciamo le parti di nessuno
ma
vi garantiamo che il nostro pensiero su come va la storia nel paese è condiviso
da più persone, senza fare i nomi se sarà il caso ve li diremo dal vivo.
Poi non potete far finta di niente quando una grande Associazione si fa sfuggire
dalle mani la gestione di un palazzo della cultura (simbolo della cultura
in un'intera comunità), è del tutto
evidente che è un'associazione debole e senza necessaria autorevolezza.
Poi si è fatto tanto clamore per una manifestazione fatta in Piazza Madonna
delle
Grazie, mentre per 40 anni si son fatte sempre in Pizza Milite Ignoto senza
che nessuno alzasse mai un dito, è giusto far sviluppare solo Piazza Milite
Ignoto??
quando San Marzano ha altre piazze?? oppure li ci sono personaggi di serie
A e in altre zone di serie B??
Qualche maligno ha detto che la serata "Benvenuti Arbereshe" ha beneficiato
più di qualche attività, guarda caso
una di queste vicina al fratello di un componente del gruppo folk di San
Marzano.
Quindi se si faranno altre manifestazioni in Piazza Madonna delle Grazie,
benvengano.
Per ritornare al discorso di prima siamo fortemente convinti che la cultura
Arbereshe di San Marzano stia prendendo strade diverse rispetto al nostro
paese, (nostra convinzione) e non dite il caso è chiuso perchè esiste eccome.
Quando sul Corriere del Giorno di Luglio si legge: Carosino al centro di
una grande rilettura storica Arbereshe, perchè non si scrive che è San Marzano
che deve essere messo al centro della cultura Arbereshe nella provincia Jonica??
Altro punto fondamentale è il nuovo Palazzo della Cultura, a nostro modesto
avviso deve rimanere ai Sammarzanesi e gestito dai Sammarzanesi. Speriamo
che questa è solo una nostra impressione....ma come dite voi sarà il tempo
a chiarire molti punti.
Quindi è per questo che abbiamo sollevato il problema, non per attaccare
nessuno ma per far capire che la storia di San Marzano potrebbe prendere
starade diverse, chiaro il concetto??
Nessuno può usare la presunzione di dire caso chiuso oppure aperto, chiaro??
Poi
dite di essere democratici?? Cercate di essere davvero democratici e ascoltate
la parola di tutti e rispettate
le segnalazioni e le ideologie di tutti, anche se a volte scomode da digerire.
 Un consiglio, se un giorno deciderai di organizzare un convegno senza invitare
i Katundy o
Pino De Padova, fatti cambiate almeno nome, perchè farsi chiamare "Malacarne"
per poi parlare di storia di San Marzano è davvero un termine stonato. Altra
cosa fondamentale noi scriviamo, ma dietro a noi c'è gente di tradizione
e appassionati che condivide molti nostri punti chiaro?? il quale vorrebbe
intervenire ai convegni, capirete chi sono....
Sbagliate a non invitare personaggi della tradizione, è come andare a Firenze
e non mensionare Dante o Leonadro Da Vinci. Avete detto il Il Katundo.it
rimane un sito libero (per farvi belli) ma non siete nessuno per dire al
gestore del Katundo non accettare chi scrivere su questo sito, chiaro?? altrimenti
dobbiamo pensare che forse non è proprio un sito democratico come dite voi.
Poi quando avete tempo vi
diciamoo dove abitava Demetrio Capuzzimati (nobile del Castriota), da dove
veniva e dove pare sia sepolta Elena Castriota, poi dicci chi sono i "Franco"
o i "Mauricchio" visto che ti professi esperto della storia di San Marzano,
sai rispondere?? poi ci devi dire punto per punto dove sono le chiese rupestri
sotto terra?? le Masserie e i frantoi ipogei?? Così vediamo come sei preparato??
o preparata a secondo chi ti pilota. Concludiamo col dirti o dirvi non ti
devi arrabbiare, sono delle visioni che si confrontano con lealtà e vedute
differenti.
Salve dai ragazzi del nostro katundo.
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« Risposta #10 il: Ottobre 24, 2009, 09:29:43 pm »

RAGAZZI, vi invito ancora una volta a rileggere quello che ho scritto. State facendo solo tanta tanta confusione. Penso che poi ognuno di voi dovrebbe riportare il suo pensiero singolarmente. Non può parlare uno solo di voi per tutti voi e per gli altri. Iscrivetevi al portale del katundo, ed esprimete le vostre singole preoccupazioni. Bisognerebbe avere anche un pò di coraggio ed invitare alla discussione le persone direttamente interessate che sono sicuro interverranno  ed avrete le risposte che cercate. Bisogna confrontarsi quantomeno per capire quante persone condividono il vostro pensiero e quante persone non lo condividono e non per forza accettarlo. Se qualcuno non lo condivide, non succede niente. Se voi riportate lamentele o quanto altro, e dopo dite che non volete più scrivere per non andare in contro ad incomprensioni inutili, non serve mica a tanto. E' come scrivere sui muri: qualcuno lo leggerà ma non saprete mai cosa ne pensa. Invece qui comodamente seduti  potete discuterne all'infinito. Se non si condividono le idee , pazienza. quanto meno se ne è parlato assieme. Dopo di che , tu di là e io di qua.

Ciao
P.S.: avevo detto : riterrei l’argomento chiuso e non l’argomento è chiuso perché lo dico io.
« Ultima modifica: Ottobre 24, 2009, 11:18:41 pm da Malacarne » Loggato
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« Risposta #11 il: Novembre 07, 2009, 01:06:05 am »

Salve a tutti.
Ravvivo nuovamente l’argomento in quanto finalmente siamo arrivati all’epilogo delle incomprensioni. Come è palese per tutti, quasi ogni mia riga scritta, aveva un tono non tanto amichevole e soprattutto molto prevenuta  nel validare le competenze storiche di chi si firmava con “Ragazzi del katundo”, anche queste se sono state rivolte sempre con la dovuta educazione. Tutto questo, in quanto non ero a conoscenza di chi avesse espresso il proprio pensiero, i propri dubbi e le proprie preoccupazioni, anzi, come avevo anche scritto nei vari post, ero convinto che fosse un’altra persona  a scrivere , poco attendibile e molto fantasiosa . Pensavo che questa persona avesse postato l’appello, tirando in ballo il nome di altre persone ,  in modo da poter anche lui essere preso in considerazione. Quindi,  il mio errore è stato appunto quello di eccedere nell’essere premuroso, ma come unica giustificazione posso solamente recitare un nostro detto popolare :  Ci la prima vota a catutu a ‘nterra è a tuzzatu li musi, la seconda statti sicuru ca ti pari cu li mani.   Durante  l’ inaugurazione della  Casa Espositiva Skandemberg,  sita  in piazza milite ignoto , svoltasi il 4 novembre in San Marzano, mentre chiacchieravo con un SIGNORE sammarzanese , che già conoscevo e che stimavo, per puro caso,  abbiamo scoperto di essere, uno il “Malacarne” e l’altro “ I ragazzi del Katundo”.  Abbiamo così appurato , confrontandoci di persona e nello  specifico, che tutto quello che abbiamo qui scritto in precedenza, è stato frutto di un semplice equivoco, molto alimentato dalla mia premura. Io posso dire con tranquillità che lui non è proprio un “ragazzo” come si firmava, ma ancora tanto “arzillo comu nu grillo” con tanta voglia di fare,  di raccontare e pienamente capace di insegnare, soprattutto a me, la storia di questo paese. Lui , con altrettanta tranquillità e sicurezza e simpaticamente mi ha detto che : non sono proprio un “Malacarne” come invece indica il mio nik name e che ha compreso e condiviso il mio eccesso.  Notizia quindi buona che Malacarne ed i Ragazzi del Katundo , erano e sono amici e che si sono ampliamente chiariti. Abbiamo anche fatto una foto assieme ,  in segno della nostra cordialità e reciproco rispetto , che avevamo concordato di metterla qui di seguito , ma molto probabilmente  non è materialmente possibile.
Saluti a tutti.
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« Risposta #12 il: Novembre 09, 2009, 03:56:44 pm »

Chiarimento "Ragazzi del Katundo" con il Signor "Malacarne"

Sig. "Malacarne" come ti fai chiamare, siamo felici di aver risolto il rebus
che si era venuto a creare.
Finalmente abbiamo avuto modo di conoscervi personalmente e francamente siamo rimasti soddisfatti delle vostre scuse, purtroppo sono cose che succedono.
Vogliamo cmq ribadire che siamo ancora fortemente convinti con il Signore
che avete mensionato, nel senso che nel paese ci sono molte cose che non vanno bene!
Come: Cultura che viene valorizzata poco, Monumenti chiusi ai turisti e spesso abbandonati, Folklore e tanto altro.
San Marzano ha potenzialità enormi non sfruttate a dovere, ha la fortuna
di avere una grande storia Arbereshe che ultimamente viene sovrastata da
altri paesi vicini...incredibile!!!!! prima San Marzano era un paese quasi
ripudiato ora tutti stanno diventando Arbereshe, come mai?? forse perchè
c'è una legge di tutela delle minoranze etniche?? e molti paesi stanno emergendo come i funghi?? Esempio: Come si fa a dire che Carosino rimane il centro della rilettura storica Arbereshe?Huh come si fa a dire che Carosino ha conservato l'urbanistica Arbereshe?Huh in queste parole c'è una contraddizione unica con quello che spiega il sito ufficiale del Comune di Carosino, dice: A seguito delle forze Albanesi il casato di Carosino (1461-1463) fu devastato e raso al suolo e poi rimase disabitato per quasi mezzo secolo, questa è la verità del Comune di Carosino, mentre altri spiegano tutt'altro e cercano di far credere che a Carosino gli Arbereshe hanno dimorato secoli e cecoli...ma dove?? lo stesso Comune di Carosino non specifica se l'Arbereshe si è mai parlato in paese e per quanto tempo, e non specifica nemmeno se ci sono costumi tipici Arbereshe!! quindi dove stà la verità?? Un pololo per lasciare la propria traccia (costumi, lingua, religione) su un territorio ha bisogno di almeno un paio di secoli e a Carosino questo non si può proprio dire!! evidentemente li sono stati solo di passaggio e magari ha dimorato solo qualche famiglia Arbereshe, stessa cosa vale per San Giorgio, Monteparano, Faggiano, San Crispieri, monteiasi, Montemesola.
Facendo un esempio, come dire San Marzano o San Giorgio è un paese di Marocchini solo perchè abitano 5 famiglie.
E' San Marzano che deve essere messo al centro della stroria Arbereshe, perchè dalla prima devastazione del 1461 in zona Casa Rossa, gli Arbereshe hanno ricostruito insieme alla pololazione già presente il casato, dove vi hanno dimorato fino alla fine dell'800!!! quasi 4 secoli, vi pare poco?? San Marzano rimane al centro dell'Arberia Jonica Salentina per molti motivi, perchè ci sono gruppi folk che tramandano tradizioni da secoli, perchè la lingua dello Skandemberg dopo 600 anni si prla ancora, perchè si conservano costumi tipici, perchè i Castriota sono stati i possessori del casato e del feudo per secoli, perchè ha l'urbanistica del centro storico in tipica costruzione Arbereshe, con casette piccole e porte basse e strette, perchè il principale leader delle comunità Arbereshe è stato il Nobile del Castriota "Capitano Demetrio Capuzzimati". Concludiamo col dire che non siamo contro nessuno in particolarema quando si viene a raccontare la storia di San Marzano a casa nostra si deve mettere il nostro paese a primo posto, quindi vogliamo rispetto quando ri racconta la storia.
Ciao Signor "Malacarne" accettiamo volentieri le scuse e quando volete veire
a trovarci a San Marzano siete sempre il benvenuto.  Ragazzi del Katundo
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« Risposta #13 il: Marzo 16, 2010, 03:44:30 pm »

Vorrei prendere contatti con il prof. Giuseppe Gallo. Nicola Saracino, arberesh di Chieuti.
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